Le “Origini” rappresentano da sempre un bell’artificio narrativo per spiegare la psicologia di un personaggio nel mondo dei fumetti (e negli ultimi anni, con lo sbarco dei super-eroi al cinema, anche nei film). La mia storia prosegue, dopo la prima puntata rivolta a come sono nato lavorativamente, ecco il passaggio fondamentale: come sono diventato freelance e perché – torniamo alle motivazioni delle Origini – ho deciso di indossare questo invisibile mantello (sebbene lo metterei anche durante il lavoro, eh).

Come diventare freelance: più duro, più forte, più veloce

Ci sono due tipi di supereroi: quelli con i poteri, spesso acquisiti in modo più o meno traumatico, e quelli che DECIDONO di essere super senza avere vista congelante o saper volare. Mettendo da parte le dovute affezioni ad alcuni dei primi, ho sempre preferito i secondi.

Tutti quelli che hanno un forte senso di giustizia e volontà potrebbero diventare Batman o Iron Man (ok, al netto dei soldi). Ma nessuno potrebbe essere Superman se non Kal-El stesso.

Ecco, credo che per un freelance funzioni allo stesso modo: chiunque potrebbe diventarlo, se animato dalle giuste motivazioni. Certo, poi bisogna essere competenti, “più duro dei duri e furbo dei furbi” – citando Paperon de’ Paperoni – per non essere che una pallida imitazione di Bruce Wayne e Tony Stark che nemmeno i cosplay brutti.

La mia Epifania è avvenuta effettivamente per motivazioni molto vicine ai due “poveracci” degli universi DC e Marvel. Si, i soldi, la pecunia, gli spiccoli, il dinero. Te l’ho detto che non devi chiamarmi eroe, sono un merc for money come Deathstroke o Deadshot, in fondo.

Intendiamoci, non che come Cavaliere della DEA facessi la fame, ma è normale che se lavori dentro una agency hai un tetto, il che vuol dire anche una sicurezza in più ma hai mai visto il Punitore indossare il casco per andare in bicicletta? Vi è una certa dose di incoscienza nel voler attraversare lo specchio come Alice e trovarsi catapultati in una Dimensione che fino a quel momento non potevo nemmeno intuire.

Ora, nel momento in cui l’attraversi ti ritrovi in quella sorta di esaltazione del tipo Genio di Aladdin quando gli tolgono i bracciali e ti senti con “fenomenali poteri cosmici” fino a quel momento costretti in un “minuscolo spazio vitale“. La realtà è che se non sai gestire tutto questo, ti ritrovi con catene ancora più grosse e nere – tipo quando è Jafar a diventare un Genio.

Parafrasando un famoso meme dell’online “trust me, i’m a freelance“: rischi di perdere sonno, punti sanità mentale che manco Call of Chtulhu, affetti, soldi se non ti fai schiacciare dalla nuova condizione. E non chiederti se ne è valsa davvero la pena, altrimenti finisci in quel turbinio di negatività che neanche le storie più cupe di Batman o di Iron Man quando sbrocca, davvero.

Personalmente le ho attraversate tutte e oggi, nel mio piccolo, sono qua. Non tornerei indietro perché non posso farlo, come sopra, siamo supereroi senza poteri e quello di riavvolgere il tempo è più da Flash o da Dr.Manatthan, da freelance siamo quelli con le cicatrici che non si vedono (oddio, però detto così è tanto emo che neanche il Corvo) fissati con punti esperienza.

Preparati anche a conoscere alcuni arcinemici che il Joker o Lex Luthor in confronti sono gattini: questi sono i più temibili Barone Budget – con il superpotere di mancare sempre – e Tax Man – lui invece così certo e puntuale. Nella quotidianità da freelance, affrontarli a più riprese è proprio quello che mi fa più sentire vicino a un supereroe, perché ce ne vuole davvero TANTO di fegato per averci a che fare. Che a forza di mangiartelo, se non sei tipo Prometeo è finita.

La cosa interessante di questi scontri è che non c’è mai un vero vincitore, te sei sempre là, più duro, più forte e più veloce, ad affrontarli e sembra non basti mai. Ma non ti fai abbattere, non vuoi che esca il volumetto finale tipo “la morte di Superman“, che lui tempo due-tre mesi ritorna uguale eh, è kryptoniano.

Per questo, dopo più di un lustro, ho deciso di smettere i panni di SEOJedi. E, colpo di scena, NON per mollare ma per evolvere, gridando un “ASSEMBLE!” che Avengers scansatevi proprio.

Ma questa è un’altra storia, per un altro post.